sabato 31 ottobre 2015

Samhain

Samhain o, più precisamente Samonion, è sicuramente il sabbat più importante del Calendario celtico antico e del calendario neopagano attuale.

Samhain è passaggio, soglia, conclusione e inizio, è conclusa la stagione del verde e inizia la vita del seme, il suo tempo nella terra prima della sua futura vita di pianta.
Samhain è il tempo dell'ultimo raccolto, degli ultimi frutti, i più dolci e ricchi che ci sosterranno nel lungo inverno.
Ed è l'inizio dell'attesa, del tempo interiore della preparazione, del buio, il tempo in cui i semi dimorano nella terra quieta, è il buio da cui tutto ha inizio, il silenzio da cui sorgerà la prima vibrazione, quel vuoto iniziale che deve essere, perchè possa compiersi la nascita, il tempo prezioso e necessario, il tempo di riposo e di ascolto silenzioso. 


Esso è prima di tutto lo spartiacque tra un anno agricolo e l’altro, infatti il «ciclo della Terra» si chiude con la fine del raccolto e, contemporaneamente, ricomincia con l’aratura e la semina. 

Il «Capodanno celtico» rivestiva presso questo popolo un’importanza tale che la sua celebrazione continuò fino al Medioevo, sebbene già nel III secolo dopo Cristo, in Francia si sia cercato di «cristianizzarlo» con l’istituzione della festa di Ognissanti, il 1º Novembre.
 

Sebbene in Italia i Celti abitassero solo la parte settentrionale della penisola, i riti dedicati ai defunti erano diffusi presso tutti i popoli abitanti, lo stivale e rivestivano grandissima importanza anche quando non segnavano il Capodanno ufficiale, al punto che il culto dei morti e i riti precristiani a esso associati sono giunti quasi intatti ai giorni nostri.

A mio avviso, le celebrazioni di fine ottobre hanno attraversato quasi indenni il tempo grazie all’universalità del loro tema centrale, la Morte, dalla quale sono imprescindibili anche la rinascita e, dunque, la Vita


Poiché la morte si manifesta ovunque ci sia vita indipendentemente dalle fedi religiose e i custumi culturali le comunità umane hanno trovato, almeno fino a qualche decennio fa, risposte religiose, rituali e culturali simili sebbene appartenenti a diverse epoche e differnti luoghi.

La celebrazione si discosta da quelle più moderne attingendo, invece, alle antiche tradizioni italiane e alle diverse religioni che si sono avvicendate sulle nostre terre costituendo un patrimonio culturale e spirituale unico e ricco, al quale rivolgerci con gratitudine e fiducia nella lunga ricerca della consapevolezza interiore.


Nella danza della vita, Smahain è per noi il tempo del ritiro, dell'interiorità, l'occasione di andare nelle profondità del nostro essere. 
Per farlo, abbiamo bisogno di spogliarci di ciò che è esteriore, di lasciar andare quegli attaccamenti e aspetti di noi che non appartengono alla nostra essenza, è l'inizio del tempo in cui stiamo con noi stessi, per ritrovare il nostro nucleo prima di riaffacciarci di nuovo al mondo.

Samhain è quindi il tempo in cui il semestre scuro comincia


  • È la fine del ciclo agricolo e della raccolta finale. 
  • Qualunque cosa lasciato nei campi dopo Samhain, è proibito raccoglierlo poichè ora appartiene agli spiriti della natura. 
  • È giunto il tempo di prepararsi per l'oscurità che verrà. 
  • È tempo di concludere qualsiasi commercio non finito in estate, è tempo di saldare i debiti e i crediti ed eventualmente di riscuotere gli interessi.
    È una delle due "notti degli spiriti", l'altra è Beltaine. 
  • È quando il velo fra i mondi si assottiglia e la comunicazione fra noi e le anime erranti dei morti si fa più facile. 

I fatati e gli spiriti sono particolarmente attivi in questa notte.
Si hanno le visioni e si traggono gli auspici e si fanno le divinazioni.
È egualmente uno dei tanti momenti di onorare e ospitare gli antenati morti.
Le preghiere e gli alimenti sono lasciati sui gradini della porta ed i portelli degli altari sono lasciati aperti e le sedie supplementari sono messe fuori.


A Samhain si celebrava il Capodanno celtico, e poichè il freddo era dominio di Cailleach, i rituali riguardavano il mondo dei morti, attraverso divinazione e narrazione di storie.

A Samhain,sam + fuin =" fine dell'estate" ma usato nell'accezione di "riunione", ogni fuoco viene spento e riacceso solo il giorno successivo. 


In verità non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per poter affermare esattamente se Samhain indicasse solamente un periodo dell'anno o fosse una divinità.


Nel racconto celtico, la festa del Samhain viene celebrata per un totale di 7 giorni, di cui 3 antecedenti e 3 successivi alla notte di festa.
Una leggenda riferisce che tutte le persone morte l'anno precedente tornassero sulla terra in cerca di nuovi corpi da possedere per l'anno prossimo venturo, così nei villaggi si spegnava ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni soggiornassero nel villaggio, il rito consisteva appunto nello spegnere il Fuoco Sacro sull'altare e riaccendere il Nuovo Fuoco il mattino seguente. 

Questo simbolizzava l'arrivo del Nuovo Anno. 
Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico. 

Probabilmente la migliore spiegazione del motivo che spingeva i Celti a spegnere il fuoco non era quello di scoraggiare gli spiriti maligni, bensì questa usanza nasceva dal fatto che tutte le tribù celtiche dovevano riaccendere il fuoco da una sorgente comune, il Sacro Fuoco Druidico che era lasciato bruciare.

Le bestie venivano radunate e rinchiuse in recinti per svernare, ciascun gruppo di famiglie (clan) si recava in un villaggio più piccolo e riparato per svernare. 


Il villaggio vero e proprio si separava, e si sarebbe riunito solo a Beltain. 

Il clima era sfavorevole a qualsiasi festa pubblica, e per di più nella notte di Samhain i morti e gli spiriti tornavano sulla terra. 
Nessuno osava avventurarsi fuori dalla propria abitazione. 
Non c'erano dunque rituali comunitari o feste gaudenti pubbliche, notturne, come invece spesso si è portati a credere. 
Solo i druidi si riunivano nelle antiche radure delle Selve Sacre o fra i megaliti sparsi lungo i ley, le linee in cui scorreva l'energia della Terra, e lì celebravano solennemente l'Inizio del Nuovo Anno.   

La tradizione popolare riferisce che la notte di Samhain si praticavano dei riti divinatori che riguardavano previsione del tempo, matrimoni e la fortuna per l'anno venturo. 

Vi erano due riti, quello dell'immersione delle mele e quello dello sbucciare la mela. 


L'immersione delle mele era una divinazione per un matrimonio, la prima persona che mordeva una mela si sarebbe sposata l'anno seguente. 


Sbucciare la mela era una divinazione sulla durata della vita. 

Più lungo era il pezzo di mela sbucciato senza romperlo, più lunga sarebbe stata la vita di chi la sbucciava.  

Come accadde con gli elementi "pagani" del cristianesimo, anche alcune feste celtiche passarono nella cultura cristiana, dopo che i romani sottomisero i Celti, e quando, più tardi, la Roma cattolica cercò di convertire i celti pagani. 

Divenne però chiaro alla Chiesa che i Celti, nonostante la loro apparente sottomissione alla cultura cristiana, continuavano ad aderire testardamente ad alcuni elementi del loro vecchio credo.
Così, all'incirca nel settimo secolo D.C., la Chiesa spostò il giorno di Ognissanti, una festa che onorava il martirio dei primi cristiani, da maggio al primo novembre, in modo da unirla agli antichi rituali druidici del 31 ottobre. 

Non solo, la Chiesa assegnò anche dei nuovi significati cristiani a molti dei simboli residui associati al Samhain. 
Nel decimo secolo D.C., si consolidò così la tradizione di celebrare il giorno di Ognissanti durante i riti di inizio dell'autunno. 
In questa giornata si onoravano tutti i morti, non solo i primi santi cristiani, rinforzando così l'associazione con le celebrazioni celtiche di una stagione dell'anno infestata dagli spiriti. 

Con il passare del tempo questi spiriti, che una volta venivano ritenuti selvaggi e potenti, assunsero un connotato nettamente diabolico e malvagio. 
La chiesa affermava infatti che gli dei e le dee e tutti gli altri esseri soprannaturali delle religioni antiche fossero di impronta diabolica, che le forze spirituali con cui le persone venivano in contatto erano vere, ma che costituivano delle manifestazioni del diavolo, principe della beffa, che conduceva l'uomo verso l'adorazione di falsi idoli. 

Così, durante le celebrazioni per Halloween, apparvero rappresentazioni di fantasmi, scheletri, simboli della morte, del diavolo e di altre creature maligne, come le streghe.