domenica 1 novembre 2015

Celebrare Samhain

In questo periodo, Samuin, cominciano gli oscuri, freddi giorni invernali. 

Nelle campagne c'è poco lavoro da fare, le foglie cadono dagli alberi e i giorni si accorciano sensibilmente.

I poteri naturali della crescita e della luce declinano ed entrano nel loro lungo sonno invernale. 
Anche gli animali si preparano al letargo. 

Come loro anche noi dovremmo rallentare le nostre attività e passare più tempo in casa. 

Approfittiamo di questo periodo dell'anno, in cui la Natura muore apparentemente, ritirandosi in se stessa come i semi si ritirano nel terreno, per raccoglierci in noi stessi intraprendendo viaggi interiori nella nostra coscienza. 
Prestiamo attenzione ai sottili mutamenti del corpo, all'adattamento biopsichico del nostro organismo ai brevi e freddi giorni invernali, la mente inizia a scivolare dall'esteriorità all'interiorità, ora è tempo che la nostra attenzione passi dal lato materiale a quello spirituale, è tempo di riflessione, di viaggi interiori per potere scoprire quegli aspetti di noi stessi che necessitano di essere cambiati prima che possa iniziare una nuova vita. 

Come gli antichi iniziati dobbiamo discendere nel mondo inferiore, ripercorrendo il viaggio delle divinità stagionali, seguiamo la spirale interiore dell'anno vecchio fino ad arrivare al nostro centro interiore e a questo punto ripercorriamo la spirale all'esterno portando fuori il nostro potenziale di vita e creatività che sarà manifesto nel nuovo anno, al tempo stesso conservando in npi la saggezza imparata nel passato. 

Possiamo approfittarne per eseguire divinazioni, con i tarocchi o le rune, inoltre, siccome le energie di questo tempo hanno a che fare con la morte, possiamo rivolgere i nostri pensieri alle persone che ci hanno lasciato. 

Si dice che gli spiriti possono essere ora contattati e consultati ma è preferibile non disturbarli; è meglio prestare attenzione ai piccoli messaggi che ci possono inviare, sogni, ricordi improvvisi, ecc, è infatti tempo di riflessione, tempo di considerare l'anno passato e di confrontarci con quel fenomeno della vita su cui non abbiamo nessun controllo, la morte.


Per celebrare degnamente il cerchio completo dell'esistenza dobbiamo riconoscere la realtà della morte e del declino fisico come eventi naturali.


A queste energie ora dobbiamo tributare omaggio ma dobbiamo al tempo stesso ricordare la nuova vita che sopraggiungerà. 

Il Re dell'Agrifoglio ci insegna che la morte è una fine ma anche un inizio, teniamo presente la lezione degli antichi Celti e non indugiamo in tristezze, invitiamo a cena i nostri amici, vestiamoci da streghe e fantasmi, decoriamo le nostre case con le zucche e celebriamo i giochi tradizionali cercando di afferrare con la bocca le sacre mele appese ad un filo o galleggianti in una bacinella di acqua.


Possiamo divertirci a intagliare e scavare zucche e rape, inserendo in esse candele per esporle alle finestre o sui balconi delle nostre case, è infine un momento in cui al fine di favorire la nostra rigenerazione, si possono ritualmente abbandonare tutte le cose del passato che dobbiamo o vogliamo lasciare, possiamo quindi scrivere queste cose su foglietti di carta per bruciarli nel nostro fuoco di Samhain, che può anche essere una candela di colore nero o comunque scuro. 



Al tramonto del sole, la vigilia di Samhain, si spengono tutte le luci di casa e ci si mette in piedi davanti ad una candela nera o scura. 

Sentiamo l'anno vecchio che sta per morire, ricordiamo tutte le cose buone o cattive che avete vissuto, ricordiamo le persone a voi care che non ci sono più, e quando ci sentiamo pronti si accende la candela dicendo,
"Accolgo con questa luce gli spiriti di coloro che se ne sono andati prima di me. 
Siate i benvenuti!"
Prendiamo una coppa o un bicchiere pieno di vino e beviamone un pò,
lasciandone alcune gocce per i nostri cari che verranno a trovarci durante la notte.
Possiamo poi accendere una candela speciale per ciascuno dei cari morti, possono essere candele bianche o colorate. 

Dopo aver fatto questo si prende un piatto o un vassoio dove avremo messo del pane o dei dolci e invitiamo gli amici invisibili a condividerè con noi il cibo. 

Lasciamone sempre qualche porzione.
Poi, prendendo la candela scura, andiamo in tutte le stanze e accendiamo tutte le luci, magari solo per pochi minuti. 


Una pira, un grande cero
Il fuoco svolge un ruolo molto importante. 
Anticamente tutti i focolari erano spenti e ripuliti, quindi preparati con le fascine per essere accesi la notte con il fuoco sacro del grande falò centrale.
Il fuoco nel focolare, infatti, rappresentava l’abbondanza, il benessere, la sicurezza e la salute.

Del vischio o del muschio quercino

Il vischio è un simbolo solare molto importante. 
Qualche foglia di vischio essiccato servirà per evocare la presenza del sole che darà al fuoco il suo potere rendendolo sacro. 
Questo ha il valore simbolico di conservare la Luce nelle nostre case e nei nostri cuori anche durante l’inverno.


Una candela rossa, nera e bianca
Questi sono i tre colori di Samhain. 
L’energia giamos, nella quale Samhain c’introduce, è propizia alla meditazione, l’introspezione e la scoperta di se stessi, così da portare nel mondo gli aspetti più razionali, coscienti ed espansivi dell’«energia Samos» partecipando al rito con una candela bianca.

Tutti coloro che, invece, si sentono più vicini all’«energia Oscura» e che s’impegnano a portare nel mondo i misteri e la magia dell’ energia «Giamos», recherà in mano una candela nera

Infine, coloro che desiderano trarre energia dalla tensione esistente fra i due poli Samos e Giamos sceglieranno una candela rossa.

Un area riservata al banchetto rituale.
Ricordate che anche i defunti o compagnia silenziosa saranno ospiti del convitto. 
Se siete in numero sufficiente il banchetto può essere precedentemente preparato da nove donne del gruppo come vuole la tradizione, per il menu potete attingere alla tradizione per la festa di Ognissanti. 
Per rendere scorrevole la cerimonia preparate l’area del banchetto prima di iniziare, ponendo già a tavola tutte le portate o almeno quelle che saranno consumate per prime.

Se siete un gruppo formate un cerchio attorno al fuoco centrale, ciascuno tenga in mano una candela del colore corrispondete ai suoi voti per l’anno che viene. 

Dopo che il Druido e la sacerdotessa del gruppo avranno benedetto l’area rituale e l’avranno purificata con un incenso preparato, una delle donne del gruppo accenderà il fuoco rituale recitando la formula che un tempo le donne recitavano tutte le mattine mentre accendevano o ravvivano il fuoco del camino.

Benedizione sul fuoco che divampa al mattino

Ravviverò il mio fuoco stamattina
Alla presenza degli spiriti del Cielo.


Senza invidia, senza malizia, senza rancore,
Senza paura, senza tremare alla luce del sole,
Perché il Dio mi protegge.


E tu, Dio, ravviva nel mio cuore,
Una fiamma d’amore per il mio vicino,
Per l’amico ed il nemico, per tutti i miei congiunti,
Per l’audace e il timoroso, per il povero ed il servo.


O Figlio della dolcissima Grande Madre,
Dalla più misera cosa sulla terra,
A quel Nome che più di tutti in alto sta.


A questo punto, ognuno si avvicina al fuoco centrale, accende la propria candela e lancia nel fuoco il biglietto con il desiderio scritto sopra. 

Le fiamme porteranno la preghiera fino agli Dèi e saranno messe in moto le energie che durante l’anno ci porteranno a realizzare le nostre aspirazioni.

Ora che il nostro animo è pronto ad accogliere le anime dell’Al-di-là possiamo recarci al banchetto sacro.

Mettiamo le candele nei portacandela, a tavola, prendiamo sediamoci in silenzio, la Sacerdotessa invita la Compagnia Silenziosa ad entrare e prendere posto accanto a noi. Ora tutto è silenzio, la compagnia entra, sfila lentamente intorno al tavolo, avvertiamo la presenza degli spriti accanto noi.

Ascoltiamo quello che hanno da dirci, accogliamo il messaggio che proviene dalla profondità della Terra, prestiamo orecchio ai messaggeri della Dea. 

Non c’è un tempo stabilito per il colloquio con gli spirito, può durare un minuto o un quarto d’ora, avviene nel silenzio e nell’immobilità a un certo punto il corpo cambia posizione, il respiro riprende il suo solito ritmo è segno che il colloquio è finito, ora è il tempo della festa, i morti hanno bisogno di divertirsi, è Samhain, il tempo della follia. 

Balliamo con gli spiriti, facciamo ridere i morti per i quali abbiamo pianto. 
Non li abbiamo mai perduti, non li abbiamo mai avuti. 

La vita e la morte sono solo i due estremi di un altalena che da oggi e fino al 2 Novembre, per tre straordinari giorni è in perfetto equilibrio.

Goloso, festoso, lunga un intera notte, irriverente, sovversivo, ecco lo spirito di un banchetto di Samhain. 

Qualsiasi altra aggiunta sarebbe superflua, buon divertimento, buona morte e buona rinascita a tutti.

 

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