venerdì 25 dicembre 2015

Luna Piena, Luna al Plenilunio, Luna della Luce

Da Lei, dal suo immortale capo, 
un diffuso chiarore si spande sulla Terra 
una sovrumana bellezza appare sotto la sua Luce 
l’aria buia si fa luminosa di fronte 
alla sua corona dorata 
i raggi splendono 
quando dal mare, lavate le bianche membra, 
indossata la veste lucente, 
la divina Selene, 
aggiogati i bianchi puledri dal collo robusto, 
lancia in avanti il cocchio splendente 
appare, dopo il tramonto, al culmine del mese...

Muse dal dolce canto, 
figlie di Zeus, 
esperte di canzoni, 
celebrate Selene dalle ampie ali 
poi il gran ciclo si compie, 
i raggi della luna che cresce 
scendono più luminosi dal cielo: 
allora essa è per i mortali segno e presagio ...


La Luna Piena è uno spettacolo che ha da sempre affascinato l’uomo, ispirato versi e componimenti musicali, spinto l’animo umano alla Creazione.

Il Plenilunio avviene quando l’emisfero lunare interamente illuminato dal sole è completamente visibile dalla terra e riempie gli occhi e il cuore.

Questo è un momento di completezza, il ciclo è arrivato al culmine, le energie di tutte le fasi precedenti e successive sono contenute in quel disco perfetto e luminoso che appare nel cielo.

Piena di luce, piena di vita, sazia di nutrimento, sazia di tempo.

La Luna Piena è 

  • forma raggiunta
  • intima soddisfazione
  • compimento
  • riuscita


Ora, più che mai, è Lei, Dea 

  • svelata
  • radiante
  • fecondante

Senza Passato, senza Futuro, Eterna Luna.


La Luna che aspettiamo, nei giorni prima, dicendo "sì, quasi, ma non ancora".
La Luna che colma ogni sua mancanza, che ora davvero c'è, tutta.
Luna da cui ci lasciamo riempire, che riecheggia in noi lo stesso compimento, lo stesso cerchio raggiunto, da cui ci facciamo abbracciare e in cui ci lasciamo andare.

Siamo finalmente al culmine, quando la Luce rifulge Signora, si innamora delle acque, schiarisce la notte.

Sorge anticipata da chiarore potente

  • incendia d'argento il mare al suo alzarsi, 
  • irradia la sua luce ultraterrena facendo vibrare le anime. 


La luna piena, appare più o meno grande per via del suo viaggiare più vicina o più lontana dalla terra, ma è ugualmente rotonda in ogni stagione e in ogni latitudine, salda nella sua totalità.

E nel contempo al plenilunio è complessa come i sogni di cui è portatrice

  • Regina della Notte 
  • si contrappone al Giorno e al sole sua fonte


Ogni mese la luna piena è diametralmente opposta al sole, transita nel segno opposto a quello del sole creando una tensione accesa lungo un asse di cui la luna occupa una polarità, il sole l'opposta. 

Luna e Sole, Femminile e Maschile. 
Niente affatto conciliante, la sua energia.
Raggiunto il centro della notte ne domina il buio con i suoi raggi fecondanti. 

Potenti maree sottili si innalzano e muovono incessantemente, generando inquietudine, sonni leggeri, istinti da Lupa che scorrono nelle vene e ci vorrebbero fuori, nei boschi, nelle radure, a celebrare.

Nel suo compimento, la Luna Piena apre a mancanze, nostalgie, malinconie.

Ci incontra 

  • inquieti
  • interroganti

tensione fra dimensioni che qui si schiudono le une alle altre, 

  • mondi i cui veli si squarciano, 
  • quando creature di altri piani scivolano nei nostri, 

aprendo spazi di estasi e di terrore.

Al Pleniluni, tutto è teso verso l'alto, verso quella luna rotonda

  • le piante al loro massimo nella direzione ascendente
  • i fiori più profumati
  • i poteri curativi più intensi
  • la linfa densa e ricca

è il momento della raccolta delle erbe medicinali nella loro stagione.

Luna della Magia, la Luna Sacra alla Dea in cui da tempo immemore le donne si incontrano per celebrare i misteri mescolare le energie e sorelle danzare 

  • l'appartenenza alla Vita
  • il Potere
  • La Sacerdotessa si fa Dea

ogni donna ne diventa frammento luminoso

Tempo dell'evocazione e della preghiera, direzione del Sacro di cui più che in altri momenti si sente la spinta.

La sua pienezza si usa dire copra un arco di circa tre giorni e tre notti, anche se sta ad ognuno di noi la sensibilità di sentirne la durata e di coglierne, più che con lo sguardo con i sensi sottili, la discesa.

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