venerdì 25 dicembre 2015

Luna Piena, Luna al Plenilunio, Luna della Luce

Da Lei, dal suo immortale capo, 
un diffuso chiarore si spande sulla Terra 
una sovrumana bellezza appare sotto la sua Luce 
l’aria buia si fa luminosa di fronte 
alla sua corona dorata 
i raggi splendono 
quando dal mare, lavate le bianche membra, 
indossata la veste lucente, 
la divina Selene, 
aggiogati i bianchi puledri dal collo robusto, 
lancia in avanti il cocchio splendente 
appare, dopo il tramonto, al culmine del mese...

Muse dal dolce canto, 
figlie di Zeus, 
esperte di canzoni, 
celebrate Selene dalle ampie ali 
poi il gran ciclo si compie, 
i raggi della luna che cresce 
scendono più luminosi dal cielo: 
allora essa è per i mortali segno e presagio ...


La Luna Piena è uno spettacolo che ha da sempre affascinato l’uomo, ispirato versi e componimenti musicali, spinto l’animo umano alla Creazione.

Il Plenilunio avviene quando l’emisfero lunare interamente illuminato dal sole è completamente visibile dalla terra e riempie gli occhi e il cuore.

Questo è un momento di completezza, il ciclo è arrivato al culmine, le energie di tutte le fasi precedenti e successive sono contenute in quel disco perfetto e luminoso che appare nel cielo.

Piena di luce, piena di vita, sazia di nutrimento, sazia di tempo.

La Luna Piena è 

  • forma raggiunta
  • intima soddisfazione
  • compimento
  • riuscita


Ora, più che mai, è Lei, Dea 

  • svelata
  • radiante
  • fecondante

Senza Passato, senza Futuro, Eterna Luna.


La Luna che aspettiamo, nei giorni prima, dicendo "sì, quasi, ma non ancora".
La Luna che colma ogni sua mancanza, che ora davvero c'è, tutta.
Luna da cui ci lasciamo riempire, che riecheggia in noi lo stesso compimento, lo stesso cerchio raggiunto, da cui ci facciamo abbracciare e in cui ci lasciamo andare.

Siamo finalmente al culmine, quando la Luce rifulge Signora, si innamora delle acque, schiarisce la notte.

Sorge anticipata da chiarore potente

  • incendia d'argento il mare al suo alzarsi, 
  • irradia la sua luce ultraterrena facendo vibrare le anime. 


La luna piena, appare più o meno grande per via del suo viaggiare più vicina o più lontana dalla terra, ma è ugualmente rotonda in ogni stagione e in ogni latitudine, salda nella sua totalità.

E nel contempo al plenilunio è complessa come i sogni di cui è portatrice

  • Regina della Notte 
  • si contrappone al Giorno e al sole sua fonte


Ogni mese la luna piena è diametralmente opposta al sole, transita nel segno opposto a quello del sole creando una tensione accesa lungo un asse di cui la luna occupa una polarità, il sole l'opposta. 

Luna e Sole, Femminile e Maschile. 
Niente affatto conciliante, la sua energia.
Raggiunto il centro della notte ne domina il buio con i suoi raggi fecondanti. 

Potenti maree sottili si innalzano e muovono incessantemente, generando inquietudine, sonni leggeri, istinti da Lupa che scorrono nelle vene e ci vorrebbero fuori, nei boschi, nelle radure, a celebrare.

Nel suo compimento, la Luna Piena apre a mancanze, nostalgie, malinconie.

Ci incontra 

  • inquieti
  • interroganti

tensione fra dimensioni che qui si schiudono le une alle altre, 

  • mondi i cui veli si squarciano, 
  • quando creature di altri piani scivolano nei nostri, 

aprendo spazi di estasi e di terrore.

Al Pleniluni, tutto è teso verso l'alto, verso quella luna rotonda

  • le piante al loro massimo nella direzione ascendente
  • i fiori più profumati
  • i poteri curativi più intensi
  • la linfa densa e ricca

è il momento della raccolta delle erbe medicinali nella loro stagione.

Luna della Magia, la Luna Sacra alla Dea in cui da tempo immemore le donne si incontrano per celebrare i misteri mescolare le energie e sorelle danzare 

  • l'appartenenza alla Vita
  • il Potere
  • La Sacerdotessa si fa Dea

ogni donna ne diventa frammento luminoso

Tempo dell'evocazione e della preghiera, direzione del Sacro di cui più che in altri momenti si sente la spinta.

La sua pienezza si usa dire copra un arco di circa tre giorni e tre notti, anche se sta ad ognuno di noi la sensibilità di sentirne la durata e di coglierne, più che con lo sguardo con i sensi sottili, la discesa.

sabato 19 dicembre 2015

Solstizio d'inverno

Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E' la Grande Madre che Lo crea
E' il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L'oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno! 
Mentre l'anno volge al termine, le notti si allungano e le ore di luce sono sempre più brevi, fino al giorno del Solstizio invernale, il 21 dicembre. 

II respiro della natura è sospeso, nell'attesa di una trasformazione, e il tempo stesso pare fermarsi, è uno dei momenti di passaggio dell'anno, l'oscuritá regna sovrana, ma nel momento del suo trionfo cede alla luce che, lentamente, inizia a prevalere sulle brume invernali.

Dopo il Solstizio d'Inverno ossia la notte più lunga dell'anno, le giornate ricominciano poco alla volta ad allungarsi.
Come tutti i momenti di passaggio, Yule è un periodo carico di valenze simboliche e magiche, dominato da miti e simboli provenienti da un passato lontanissimo.

Il Natale è la versione cristiana della rinascita del sole, fissato secondo la tradizione al 25 dicembre dal papa Giulio I (337 -352) per il duplice scopo di celebrare Gesù Cristo come "Sole di giustizia" e creare una celebrazione alternativa alla piö popolare festa pagana. 


Due temi principali si intrecciavano e si sovrapponevano, come i temi musicali di una grande sinfonia. 

Uno era la morte del Vecchio Sole e la nascita del Sole Bambino, l'altra era il tema vegetale che narrava la sconfitta del Dio Agrifoglio, Re dell'Anno Calante, ad opera del Dio Quercia, Re dell'Anno Crescente.

Le genti dell'antichitá, che si consideravano parte del grande cerchio della vita, ritenevano che ogni loro azione, anche la più piccola, potesse influenzare i grandi cicli del cosmo. 

Così si celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e si accendevano falò per sostenerne la forza e per incoraggiarne, tramite la cosiddetta "magia simpatica" la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.

Yule, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita. 

Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall'utero della Dea: all'alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio. 

La Dea è la vita dentro la morte, perchè anche se ora è regina del gelo e dell'oscuritá, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconderá riportando calore e luce al suo regno. 

Anche se i più freddi giorni dell'inverno ancora devono venire, sappiamo che con la rinascita del sole la primavera ritorna.


venerdì 18 dicembre 2015

Luna Crescente, Luna della Speranza e della Promessa

Dalla falce di Luna sottile della prima Luna crescente, la luna cresce e si arrotonda giorno dopo giorno, via via più luminosa.

Quando nel calendario lunare la Luna è indicata come crescente la direzione naturale della vita è la crescita.
Questo vale per ogni cosa, dalle piante ai progetti che facciamo. 
Facendo attenzione al fatto che le nostre energie fisiche hanno una direzione centripeta e di conseguenza più introspettiva.
Tutto ciò che si fa per 

  • rafforzare
  • nutrire
  • accumulare
  • raccogliere 

energia a livello materiale e spirituale in questi giorni è doppiamente efficace.
Si ingrassa più facilmente e le ferite faticano a guarire.
Dalla notte più profonda, dove hanno brillato incontrastate le stelle e la scia lattea ha segnato la via nel cielo.
La meraviglia negli animi sorge con l'aurora la Luna, così sottile da distinguersi appena e svanire ai nostri occhi mentre traccia il suo arco fino a mostrarsi, per un attimo, al tramonto.
La prima luna crescente ha con sé le energie del seme, densa di promesse, nascosta.

Compagna della sua Luce, se ne discosta appena, per pochi momenti.
Richiede attenzione, per essere vista, come i semi di una nuova vita nel grembo di Madre. Figlia della Notte, fecondata dall'incontro con il suo Sole, è delicata.

La sua energia è quella 

  • della speranza
  • dell'intuizione

di quell'Apertura che del Femminile è potenza.

La prima luna crescente, che si fa via via più definita fino al quarto, si fa dono delle energie 

  • della semina
  • del germogliare
  • dell'aprirsi di cuore e sensi
  • del tendere verso il mondo 

a ricevere. 
Si è ricettivi e ci si nutre di tutto ciò che ci giunge.

La falce crescente a forma di coppa sottile ne è il simbolo più puro, anche se nella notazione in uso viene rappresentata con la gobba a destra, gobba a ponente, luna crescente.

Le acque interne crescono in noi, ogni cosa si gonfia, in natura, la magia torna a rivolgersi verso l'alto, è il tempo 

  • delle richieste
  • degli obiettivi da dichiarare
  • delle frecce da puntare 


La Luna è bambina e poi fanciulla, è insieme 

  • ricettiva
  • impulsiva
  • aperta 
  • tesa verso il mondo


Nell'Apertura, ogni elemento entra a riempire il mondo e la terra respira il suo nutrimento

  • le piante crescono in rami e fronde
  • i germogli di stagione spuntano e si ergono rapidi verso la luce

dispiegano le loro prime foglie con la luna che si allarga ogni giorno, riempiendosi di bellezza e luce.

La luna crescente si allontana via via dal suo sole, dal nascosto del giorno, per mostrarsi nella notte, dove diffonde la sua luce appannando le stelle. 
Andando verso la notte, si riempie ci riempie con la sua luce che infonde coraggio, invita ad uscire, anche la sera.

E giunge il perfetto equilibrio del quarto, tempo compiuto ed a metà strada

  • tra il giorno e la notte
  • tra la nera e la piena

che porta con sé entrambi i sui poli

Quel quarto che ci sorprende nell'azzurro sembra zucchero puro e ci incanta nel buio per quel suo taglio così netto scadere dell'ora. 
Quarto diritto verticale sulla terra o dolcemente inclinato, a promettere ancora, a ricevere. 

Ci invita a fermarci, per il sottile cambiamento che porta con se: 

  • è ora di ascoltarci 
  • di dare forma alla sensazione 
    • sottesa
    • vaga
    • indefinita.


E la luna riprende a crescere ancora, ventre che si arrotonda, più pigra ora, sembra non avere fretta. 

Appartiene più alla notte che al giorno, in questo tempo, è 

  • luna autonoma
  • luna di Artemide che corre nei boschi lontano dal maschile
  • luna vergine

e insieme luna che si arrotonda come pancia di donna., piena della sua Vita e di Sé.

Il tempo della luna della crescita, come quello della primavera, è un tempo gioioso, ricco di stimoli e di nuove possibilità, è il tempo per dare inizio a nuove cose nella nostra vita, per avviare progetti già seminati nella precedente luna o per progettare il nuovo. 

Per far crescere piante e fiori nei nostri giardini, siano essi del mondo o interiori.

venerdì 11 dicembre 2015

La Luna


Gli antichi intuivano l'importanza della Luna per la vita sulla Terra.

Osservazioni acute sono state tramandate per generazioni e tesaurizzate nei miti e nei racconti. 

La Luna rappresenta il Principio Femminile, cioè 

  • le emozioni
  • i sogni
  • le consuetudini
  • la ciclicità
  • la versatilità
  • la variabilità
  • la memoria 

e molto altro ancora.

È compagna del Sole e espressione dell'anima dell'individuo.

Rappresenta anche la Madre, il principio ricettivo che provvede e protegge. 

Fin dai tempi più antichi la Luna è connessa alla fertilità cui contribuisce anche con il suo ciclo astronomico che richiama il ciclo mestruale femminile.

La Luna è strettamente legata all'elemento Acqua.

mercoledì 25 novembre 2015

Calendario Lunare

I segni in cui si trova la Luna nel Calendario Lunare sono suddivisi secondo gli elementi
  • Aria
  • Acqua
  • Fuoco
  • Terra

Un mondo di elementi, immagini, storie e miti che attraversano tutti i regni, dalla natura all'uomo e proprio per questo ci parlano e risvegliano in noi l'indicibile.

Perché un simbolo, un archetipo, è simile a un iceberg, la parte visibile è piccola in confronto di quella nascosta; il manifesto poco in rapporto a ciò che è in grado di evocare.


"...talvolta una parola, una frase, o una poesia, o una storia, è così risonante, così esatta, da rammemorarci, almeno per un istante, la sostanza di cui siamo realmente fatti, e dove si trova la nostra vera casa."

Aria

L'Aria è il respiro della vita.
Ad essa corrispondono tutte le facoltà della mente e dell'intelletto sia intuitivo che razionale, nonchè la musica, la risata, la poesia e la scrittura.
La sua direzione è l'Est, e lo strumento la spada.
In natura l'aria si esprime attraverso i venti, e tutte le creature alate sono sotto la sua protezione.
Si ricorre alla magia dell'Aria ogni volta che si cerca ispirazione, comunicazione o una mente ben focalizzata. Il modo piu' semplice per entrare in contatto con questa energia é respirare, come fosse una meditazione, e cantare.

L’atmosfera terrestre

L’Aria, dal latino aer e dal greco antico aèr, rappresenta oggi come in passato tutto ciò che è gassoso, miscuglio composto per l’80% di azoto e da un 20% di ossigeno, da vapor d’acqua, anidride carbonica e altri gas in percentuali minori che costituisce l’atmosfera terrestre.
Se non esistesse la sottile buccia d'aria che ci circonda da ogni parte, la terra avrebbe un aspetto desolato.
L'aria non si vede e non si può afferrare, eppure esiste.
L'aria non si disperde negli spazi interstellari, perchè la forza di gravità attira le particelle che la compongono verso il centro della terra.
Un involucro di gas alto 1000 Km chiamato atmosfera fascia e riveste completamente il nostro pianeta.
Lo strato più basso dell'atmosfera è la troposfera, fino a 10 Km. Sopra i 10 Km di altezza, temporali ed altri fenomeni metereologici mancano, l'aria è irrespirabile.
Gli aerei viaggiano sopra la troposfera in quella che si chiama stratosfera.


L’energia vitale

Essa dunque è ciò che tutto avvolge e permea, è lo spazio intangibile che tutto unisce, è l’energia vitale, forza - luce, e noi chiamiamo etere, è la sostanza invisibile che pervade l’intero universo e che noi assorbiamo dall’ambiente circostante attraverso la respirazione.
La sua Sede è il Mondo sottile intermediario fra Cielo e Terra.
Il mondo dell'espansione riempito dal respiro necessario alla vita degli Esseri.
Essa è composta dallo Spazio libero verso il Cielo e la sua misura è l'altezza. 
L'Aria è il respiro vitale, il respiro cosmico, e si identifica col flusso del Verbo, che è a sua volta respiro.
L'elemento aria è un simbolo sensibile della vita invisibile, è il purificatore, è il principio della composizione e della fruttificazione, intermedio tra i due elementi Fuoco e Acqua, essa è la prima lettera "A" della composizione del Nome divino, è l'Anima universale origine della fruttificazione del Mondo, della percezione dei colori e delle forme ai nostro occhi, il che ci riconduce ancora alla funzione del respiro e passaggio dell'Aria.
Rappresenta la linea di demarcazione tra la Terra e il Cielo, cioè il punto di contatto tra la spiritualità e la materia e, pertanto, in senso lato, indica anche la capacità di sublimazione degli impulsi materialistici.
La sua natura L'Aria, il Soffio, il Vento è il soffio vitale, lo stato etereo, gassoso, volatile, il movimento e lo spazio.
É l'essenza Caldo, Umido, leggero, che determina il moto, l'animazione, l'andamento e gli spostamenti, lo stato d'Animo delle Menti e la circolazione, la dispersione, lo scambio.
L'Aria circola e penetra la Terra, fa bruciare il Fuoco, aderisce all'Acqua con cui si mescola.
Essa è fluida, impalpabile, leggera, volatile, comprensibile, lo stato tendente alla diffusione e all'espansione illimitata nello spazio libero.
L'Aria è libera e disponibile, esposta a tutti i contatti di spostamenti, le miscelazioni, le influenze nei contatti e le condizioni; quando è compressa è una forza potente ed esplosiva.
L'Aria costituisce il trionfo creativo della vita naturale.
La sua espansione sulla Terra è prolifera e apporta alla natura rigoglio, e fertilità.
L’aria trasporta, solleva, dilata e, dell’uomo che non accetta costrizione si dice "Libero come l’aria".

Il regno delle idee

All’Aria appartiene tutto il mondo delle idee archetipiche posto dietro il velo del mondo fisico, l’energia cosmica espressa nel pensiero.
Il tipo di espressione compatibile all’elemento aria riguarda dunque tutte le facoltà dell’intelletto e della mente, la parola, l’arte, il pensiero astratto, l’immaginazione, la musica, il canto, la risata, la scrittura, la poesia, l’ispirazione, di conseguenza tutto il mondo della comunicazione, la socievolezza, gli scambi culturali, la mobilità l’espansione, il mutamento, il gioco e lo scherzo, la flessibilità, la leggerezza nelle cose.
Essa aziona le rapide reazioni di fronte a qualsiasi situazione, dona all'Essere la natura vivace e lo rende incostante o superficiale.

Con pianeti favorevolmente influenzati nei Segni di elemento Aria, l’individuo è raffinato, artistico e creatore di idee originali per sé e per la società.
L’aria dei Gemelli è tempestosa, i nati sotto il segno dei Gemelli, hanno bisogno di aria pulita per i polmoni.
L’aria della Bilancia è mite e tranquilla, la sua è la Venere della sensualità.
L’aria dell’Acquario è pura, rarefatta, è il segno della conoscenza.

Personalità e temperamento

La personalità d’aria è nervosa, aerodinamica, ricettiva e aperta alle impressioni momentanee.
L’Aria calda, influssi astrali positivi, ispira nell’individuo la socievolezza, la franchezza, la diplomazia e l'astuzia, la ricerca psicologica ed un buon grado di intelligenza superiore.
Con influssi umidi apporta molti pensieri e idee indefinite, agitazioni e reazioni improvvise.

Il temperamento corrispondente è il tipo "sanguigno" e la persona che appartiene a questo elemento è alla continua ricerca della verità.
Questi è una persona che ama i contatti, i rapporti umani, lo scambio di idee e riveste di solito un ruolo preciso sul piano sociale.
L’ardore e l’entusiasmo rende queste persone socievoli, cordiali e pieni di ottimismo ma, se questi valori sono troppo accentuati, si hanno suscettibilità e vanità fino a raggiungere lo snobismo.

L’invisibile che respiriamo

L’aria è respiro, indispensabile alla vita.
L’Aria, nell’atto di inspirazione, partecipa dell’energia vitale degli esseri. Il respiro è ritmo, veicolo di suoni e parole. La pelle respira, ma il respiro si addentra nel corpo e lo pervade.
L'atto respiratorio è il grande motore dell'Esistenza, nell'Uomo l'Aria condiziona lo stato di vitalità individuale, l'inspirazione e la espirazione sono influenzate dall'Aria, il massimo volume di aria che un organismo può introdurre ed espellere in un atto respiratorio, è l'individuale capacità vitale della persona.
Tramite l'inspirazione e l'espirazione, l'Aria vitalizza il sangue nella carne, ed esalta il pensiero nella mente e la forza fisica dei corpi.

Fuoco

Il Fuoco è l'elemento del Sole, dell'immortalità e della trasformazione.
Ad esso sono associate le qualità del coraggio, la forza, la passione e la determinazione. 

La sua direzione è il Sud e lo strumento il bastone.
Si ricorre alla magia del fuoco ogni volta che si desidera richiamare le qualità umane ad esso associate, ma anche per operare trasformazioni, attraverso il suo calore e la sua luce.




Culto del Fuoco

Il culto del fuoco deriva dalla natura spirituale della luce.
Risale alla preistoria e il suo simbolismo è polivalente.
In tutto il mondo si adora il fuoco come viva immagine del Sole, Vita.

I romani adoravano il fuoco come una divinità familiare, una Vestale presso un altare sopra il quale ardeva il fuoco, oppure una donna che teneva un vaso pieno di fuoco.
Questo fuoco ermetico e filosofale considerato come l'artefice meraviglioso della metamorfosi più singolare del mondo fisico,questo taumaturgo potente, solo agente capace di compiere la trasmutazione dei metalli, non è altro che l'energia che penetra tutto, che anima tutti i corpi fisici, e che quei filosofi consideravano come il più straordinario dei poteri della natura.

Simboli del fuoco

Triangolo con la punta verso l’alto.
Il simbolo del Fuoco ricorda la fiamma protesa in alto che termina a punta, allude quindi ad un moto ascendente, di crescita o dilatazione, ad un'azione centrifuga, invadente e conquistatrice.
Alla forza ascensionale del Fuoco si oppone infatti in primo luogo l'Acqua, che scorrendo verso il basso va a riempire ogni spazio vuoto o cavo. Rinsalda quel che il Fuoco dilata.
L'unione del Fuoco, triangolo con la punta in su, e dell'Acqua, triangolo con la punta in giù, forma il simbolo dell'anima umana, ambivalenza ed equilibrio.
Allacciando i due triangoli formiamo una Stella con sei raggi, dell'eterna stretta della Forza con la materia il cui prodotto è il Ritmo.
La Materia seduce la Forza e l'involve, la Forza ispira la materia e l'evolve, e noi siamo i figli di questi perpetui amori."

La Svastica è un simbolo sacro antichissimo.
La croce a quattro braccia terminanti con un segmento ad angolo retto a sinistra è riferito al tempo e allo spazio.
Indica lo scorrere delle Quattro Stagioni, i Quattro Punti Cardinali, le Quattro Posizioni dell'Orsa Maggiore rispetto alla Stella Polare.
In India esso è conosciuto soprattutto come simbolo solare e viene chiamata Ruota del Sole.


Circa cinque miliardi di anni fa un magnifico essere vivente di luce ed energia venne concepito e nacque dal magico scuro utero dello spazio.
Questo essere brillante, Nonna e Nonno Sole, è la stella più luminosa che possiamo vedere dal nostro Pianeta Madre, prima nata nel nostro sistema solare.
Tutta la vita che ne è derivata, compresa quella umana all'interno del nostro Sistema Solare, è stata concepita ed è nata dai nostri antenati Nonna e Nonno Sole.
Molte sono le divinità che l'Umanità ha immaginato e adorato per poter rappresentare la stella che scalda e illumina la Terra, unico pianeta del nostro sistema solare nel quale esiste la vita.
Nelle civiltà umane abbiamo testimonianze di vario genere sul culto del Sole, la cui adorazione è stata la prima e più naturale forma di espressione interiore dell’uomo.

Acqua

L'Acqua è l'elemento vitale da cui tutto nasce, il grembo e la fonte del nutrimento.
La sua direzione è l'Ovest ed è associata ai ricordi, i sogni, l'intuito, i sentimenti, le emozioni.
Tutte le creature marine sono sotto la sua protezione e in particolare quelle con le pinne.
In natura gli oceani, i fiumi e la pioggia.

L'Acqua è l'elemento della purificazione, quindi adatto in magia per rimuovere preoccupazioni, guarire ferite, lenire l'anima e tornare in contatto con i propri sentimenti e il proprio cuore.

Essa è lo «sposo e fondatrice» impetuoso della Madre Terra e dell’Uomo e Donna.
Ogni Goccia ha il potere di fecondare, la piovana è responsabile della Vita materiale, terrena, ed è tutt’uno con la fecondazione dei vegetali, metalli, pietre e ossigeno.
L’Acqua, immobile incanto dei laghi, instancabile viaggiatrice dei Cieli, perforatrice della Terra e regnante degli abissi, è il vincolo e veicolo più affascinante.

L’acqua, fonte di spiritualità …

“Scintillante Goccia di Luce Divina”, il primordiale Segno di Vita per l’Esistenza, la “GOCCIA”, la Prima Luce della Mente Generatrice dell’Infinito.
Lo Spirito Santo è una sorgente di acqua viva.
L’immersione significa rigenerazione.
Il battesimo è una seconda nascita e i culti si sono sviluppati nei pressi delle sorgenti.


L’Acqua, dove passa semina è l’Esistenza Fisica, è ”Anima” Divina che tutto ànima con lo Spirito dell’Anima, che tutto fa risorgere per continuare.
C’é Acqua della Sorgente e Acqua Trapassata che diviene...:
Quella sorgente è lo stupore di Vita, sempre nascente ed è in stretto rapporto con il Cielo.



L’acqua, le emozioni e i legami …
Ispiratrice di Vita, fa valere le esperienze attraverso le sensazioni, le emozioni, i sentimenti, gli affetti.
"Anima e Acqua" hanno per l’appunto “esistenza insieme” per le valenze della Vita.
L’Elemento esprime nella Mente dell’Essere il profondo senso di empatia e di compassione, colma l’Intelletto continuamente di ispirazioni e rende la fantasia inventiva geniando le novità.

All’acqua appartengono le emozioni profonde che scorrono, appaiono in superficie o scompaiono sotto terra secondo le proprie leggi, inafferrabili, imprevedibili, indefinibili, a volte sconosciute, a volte dominanti.

L’altruismo, la capacità di abbandono, la dipendenza, i sensi di colpa, l’attaccamento, la compassione, la condivisione sono i suoi sentimenti più caratterizzanti.
I corsi d’acqua tendono a incontrarsi, a riunirsi, a crescere insieme, così l’acqua tende ai legami, all’unione fino alla dipendenza, anche se interrotta da cicliche separazioni. I legami a loro volta si rinforzano attraverso i liquidi



Il femminile

L’acqua rappresenta il femminile per eccellenza, è profonda, le sue correnti spesso non si vedono in superficie, la sua vita è nascosta allo sguardo esterno. L’acqua è estremamente adattabile, passiva e ricettiva. Scorre sempre verso il basso e prende tutto quello che trova. Senza argini si disperde. Porta la vita, la fertilità, dove va nasce qualcosa. Spesso è imprevedibile, illogica, esplode in una creatività inaspettata. Sue sono l’intuizione e l’istintualità.



La sessualità e la riproduzione

La sessualità e la riproduzione sono considerate le funzioni classiche del centro dell’elemento acqua nel nostro corpo.
“Il desiderio nasce dalla necessità di espandersi, il movimento, attraverso il proseguimento di sensazioni piacevoli, porta infine all’unione. Come l’acqua, la sessualità è fluida e fluente, come l’acqua, nutre seguendo la strada della minore resistenza, e tuttavia ha il potere di abbattere le barriere e di erodere i massi. Noi siamo nati da quest’acqua, nel mare dell’utero, dove la vita ha inizio.I nostri corpi sono quasi interamente di acqua e le acque della vita fluiscono attraverso di noi nel nostro viaggio lungo il fiume della vita”


La comunicazione profonda

La comunicazione dell’acqua è profonda, completa, all’acqua vengono affidati messaggi, oggetti, pensieri, le acque corporee trasportano gli informatori, ormoni, neurotrasmettitori, linfociti ed altri alle cellule, agli organi, senza la comunicazione umorale il corpo non potrebbe funzionare come insieme.

La comunicazione dell’elemento acqua è spesso non verbale, usa preferenzialmente i canali sensoriali e ama la sintonia emozionale, è quindi il principale mezzo di comunicazione con il bambino in utero.

La guarigione

La guarigione dall’interno passa attraverso l’elemento acqua.
Modificando le emozioni profonde si cambiano gli informatori, o i comunicatori, che attraverso le vie umorali portano nuove informazioni agli organi e alle cellule determinando così delle modifiche nei sistemi funzionali e strutturali dell’organismo verso una nuova armonia.

E poi: l’acqua lava, porta via, si rinnova, purifica!



I suoi organi nel corpo

Il suo centro fisico è nel piccolo bacino, il polo positivo nel seno e nelle scapole, i suoi organi d’azione sono le caviglie, i piedi. gli organi e i sistemi direttamente collegati e alimentati dalla sua energia sono il cuore, la vescica, i genitali, le ghiandole, il sistema endocrino e immunitario, il sistema linfatico, le mucose, il plasma, il liquido cerebrospinale.

Terra

La Terra è l’elemento di tutta la natura, nei suoi tre regni minerale, vegetale ed animale, considerata da molte tradizioni il piu’ sacro e divino tra gli elementi.
Fertile e creativa, nutriente e rigogliosa, racchiude in sé sia le caratteristiche più poetiche di grembo accogliente e materno che accoglie la vita e la nutre, che quelle più “pratiche” della costanza, la pazienza, la forza.
La Terra è al tempo stesso materna e nutriente, ed anche pratica, concreta, solida e potente, è materia pura, contrapposta allo spirito, che è l’aria, e come tale anche da un punto di vista astrologico questo elemento conferisce le qualità della concretezza, della praticità, dell’efficienza e della riservatezza.
La Terra crea e conserva la vita, e così anche i segni di terra amano costruire, evitando ogni spreco, procedendo nella vita con l’oculatezza di chi sa che ad ogni estate seguirà l’inverno, nel ciclo delle stagioni, che è poi il ciclo della vita.
La sua direzione è il Nord e lo strumento il pentacolo.


Forze naturali facenti parte della Terra. 

Caverna, consente l’accesso nelle viscere della terra ed è quindi un passaggio per l’Oltremondo.
In genere le caverne sono luoghi oscuri e talvolta pericolosi, dove la luce del sole non giunge e quindi più a contatto con le potenze telluriche.
Sono anche popolate dai Nani, custodi delle ricchezze della Terra.
Valle per la sua immagine richiama l’utero della terra, ricettacolo delle forze celesti, è dunque un luogo di fecondità e di trasformazione.
Erba la crescita dell’erba esprime l’attività delle forze vegetative della terra che vengono raccolte e rese disponibili a fini medicamentosi e terapeutici, oltre che magico-rituali.
Colline e montagne sono luoghi dove vivono Spiriti e Divinità.
Maggiore è l’altezza della montagna, maggiore è la vicinanza ai cieli, poiché aumenta la distanza dalla civiltà, tutto ciò crea un senso di isolamento che permette momenti di profonda interiorizzazione.
Bosco è il luogo sacro e iniziatico per eccellenza abitato da forze sovrannaturali.

Albero partecipa ai tre diversi stati dell’essere e nello stesso tempo ai tre strati dell’universo:
  • il Mondo di Sotto con le radici che sprofondano nella terra
  • il Mondo di Mezzo il cui tronco rappresenta il piano di superficie
  • il Mondo degli Dèi con i rami che si tendono verso i cieli
Legato alla concezione del cosmo, l’albero è immagine dell’ascesa verticale verso i Piani Alti e, come tale, fondamentale nelle civiltà antiche.
L’albero assume in sé i concetti di saggezza, sacralità e potenza divina, oltre che mezzo di trasporto attraverso gli stati dell’essere e del cosmo.
Rami nutriti dalla linfa che sale dalle radici, i rami con i frutti, possiedono la forza vitale dell’albero stesso, ai rami è connessa la Medicina delle Rune. Questa scienza viene insegnata e  trasmessa dall’elemento femminile a colui che supera le prove iniziatiche che gli vengono poste dinnanzi.


domenica 1 novembre 2015

Celebrare Samhain

In questo periodo, Samuin, cominciano gli oscuri, freddi giorni invernali. 

Nelle campagne c'è poco lavoro da fare, le foglie cadono dagli alberi e i giorni si accorciano sensibilmente.

I poteri naturali della crescita e della luce declinano ed entrano nel loro lungo sonno invernale. 
Anche gli animali si preparano al letargo. 

Come loro anche noi dovremmo rallentare le nostre attività e passare più tempo in casa. 

Approfittiamo di questo periodo dell'anno, in cui la Natura muore apparentemente, ritirandosi in se stessa come i semi si ritirano nel terreno, per raccoglierci in noi stessi intraprendendo viaggi interiori nella nostra coscienza. 
Prestiamo attenzione ai sottili mutamenti del corpo, all'adattamento biopsichico del nostro organismo ai brevi e freddi giorni invernali, la mente inizia a scivolare dall'esteriorità all'interiorità, ora è tempo che la nostra attenzione passi dal lato materiale a quello spirituale, è tempo di riflessione, di viaggi interiori per potere scoprire quegli aspetti di noi stessi che necessitano di essere cambiati prima che possa iniziare una nuova vita. 

Come gli antichi iniziati dobbiamo discendere nel mondo inferiore, ripercorrendo il viaggio delle divinità stagionali, seguiamo la spirale interiore dell'anno vecchio fino ad arrivare al nostro centro interiore e a questo punto ripercorriamo la spirale all'esterno portando fuori il nostro potenziale di vita e creatività che sarà manifesto nel nuovo anno, al tempo stesso conservando in npi la saggezza imparata nel passato. 

Possiamo approfittarne per eseguire divinazioni, con i tarocchi o le rune, inoltre, siccome le energie di questo tempo hanno a che fare con la morte, possiamo rivolgere i nostri pensieri alle persone che ci hanno lasciato. 

Si dice che gli spiriti possono essere ora contattati e consultati ma è preferibile non disturbarli; è meglio prestare attenzione ai piccoli messaggi che ci possono inviare, sogni, ricordi improvvisi, ecc, è infatti tempo di riflessione, tempo di considerare l'anno passato e di confrontarci con quel fenomeno della vita su cui non abbiamo nessun controllo, la morte.


Per celebrare degnamente il cerchio completo dell'esistenza dobbiamo riconoscere la realtà della morte e del declino fisico come eventi naturali.


A queste energie ora dobbiamo tributare omaggio ma dobbiamo al tempo stesso ricordare la nuova vita che sopraggiungerà. 

Il Re dell'Agrifoglio ci insegna che la morte è una fine ma anche un inizio, teniamo presente la lezione degli antichi Celti e non indugiamo in tristezze, invitiamo a cena i nostri amici, vestiamoci da streghe e fantasmi, decoriamo le nostre case con le zucche e celebriamo i giochi tradizionali cercando di afferrare con la bocca le sacre mele appese ad un filo o galleggianti in una bacinella di acqua.


Possiamo divertirci a intagliare e scavare zucche e rape, inserendo in esse candele per esporle alle finestre o sui balconi delle nostre case, è infine un momento in cui al fine di favorire la nostra rigenerazione, si possono ritualmente abbandonare tutte le cose del passato che dobbiamo o vogliamo lasciare, possiamo quindi scrivere queste cose su foglietti di carta per bruciarli nel nostro fuoco di Samhain, che può anche essere una candela di colore nero o comunque scuro. 



Al tramonto del sole, la vigilia di Samhain, si spengono tutte le luci di casa e ci si mette in piedi davanti ad una candela nera o scura. 

Sentiamo l'anno vecchio che sta per morire, ricordiamo tutte le cose buone o cattive che avete vissuto, ricordiamo le persone a voi care che non ci sono più, e quando ci sentiamo pronti si accende la candela dicendo,
"Accolgo con questa luce gli spiriti di coloro che se ne sono andati prima di me. 
Siate i benvenuti!"
Prendiamo una coppa o un bicchiere pieno di vino e beviamone un pò,
lasciandone alcune gocce per i nostri cari che verranno a trovarci durante la notte.
Possiamo poi accendere una candela speciale per ciascuno dei cari morti, possono essere candele bianche o colorate. 

Dopo aver fatto questo si prende un piatto o un vassoio dove avremo messo del pane o dei dolci e invitiamo gli amici invisibili a condividerè con noi il cibo. 

Lasciamone sempre qualche porzione.
Poi, prendendo la candela scura, andiamo in tutte le stanze e accendiamo tutte le luci, magari solo per pochi minuti. 


Una pira, un grande cero
Il fuoco svolge un ruolo molto importante. 
Anticamente tutti i focolari erano spenti e ripuliti, quindi preparati con le fascine per essere accesi la notte con il fuoco sacro del grande falò centrale.
Il fuoco nel focolare, infatti, rappresentava l’abbondanza, il benessere, la sicurezza e la salute.

Del vischio o del muschio quercino

Il vischio è un simbolo solare molto importante. 
Qualche foglia di vischio essiccato servirà per evocare la presenza del sole che darà al fuoco il suo potere rendendolo sacro. 
Questo ha il valore simbolico di conservare la Luce nelle nostre case e nei nostri cuori anche durante l’inverno.


Una candela rossa, nera e bianca
Questi sono i tre colori di Samhain. 
L’energia giamos, nella quale Samhain c’introduce, è propizia alla meditazione, l’introspezione e la scoperta di se stessi, così da portare nel mondo gli aspetti più razionali, coscienti ed espansivi dell’«energia Samos» partecipando al rito con una candela bianca.

Tutti coloro che, invece, si sentono più vicini all’«energia Oscura» e che s’impegnano a portare nel mondo i misteri e la magia dell’ energia «Giamos», recherà in mano una candela nera

Infine, coloro che desiderano trarre energia dalla tensione esistente fra i due poli Samos e Giamos sceglieranno una candela rossa.

Un area riservata al banchetto rituale.
Ricordate che anche i defunti o compagnia silenziosa saranno ospiti del convitto. 
Se siete in numero sufficiente il banchetto può essere precedentemente preparato da nove donne del gruppo come vuole la tradizione, per il menu potete attingere alla tradizione per la festa di Ognissanti. 
Per rendere scorrevole la cerimonia preparate l’area del banchetto prima di iniziare, ponendo già a tavola tutte le portate o almeno quelle che saranno consumate per prime.

Se siete un gruppo formate un cerchio attorno al fuoco centrale, ciascuno tenga in mano una candela del colore corrispondete ai suoi voti per l’anno che viene. 

Dopo che il Druido e la sacerdotessa del gruppo avranno benedetto l’area rituale e l’avranno purificata con un incenso preparato, una delle donne del gruppo accenderà il fuoco rituale recitando la formula che un tempo le donne recitavano tutte le mattine mentre accendevano o ravvivano il fuoco del camino.

Benedizione sul fuoco che divampa al mattino

Ravviverò il mio fuoco stamattina
Alla presenza degli spiriti del Cielo.


Senza invidia, senza malizia, senza rancore,
Senza paura, senza tremare alla luce del sole,
Perché il Dio mi protegge.


E tu, Dio, ravviva nel mio cuore,
Una fiamma d’amore per il mio vicino,
Per l’amico ed il nemico, per tutti i miei congiunti,
Per l’audace e il timoroso, per il povero ed il servo.


O Figlio della dolcissima Grande Madre,
Dalla più misera cosa sulla terra,
A quel Nome che più di tutti in alto sta.


A questo punto, ognuno si avvicina al fuoco centrale, accende la propria candela e lancia nel fuoco il biglietto con il desiderio scritto sopra. 

Le fiamme porteranno la preghiera fino agli Dèi e saranno messe in moto le energie che durante l’anno ci porteranno a realizzare le nostre aspirazioni.

Ora che il nostro animo è pronto ad accogliere le anime dell’Al-di-là possiamo recarci al banchetto sacro.

Mettiamo le candele nei portacandela, a tavola, prendiamo sediamoci in silenzio, la Sacerdotessa invita la Compagnia Silenziosa ad entrare e prendere posto accanto a noi. Ora tutto è silenzio, la compagnia entra, sfila lentamente intorno al tavolo, avvertiamo la presenza degli spriti accanto noi.

Ascoltiamo quello che hanno da dirci, accogliamo il messaggio che proviene dalla profondità della Terra, prestiamo orecchio ai messaggeri della Dea. 

Non c’è un tempo stabilito per il colloquio con gli spirito, può durare un minuto o un quarto d’ora, avviene nel silenzio e nell’immobilità a un certo punto il corpo cambia posizione, il respiro riprende il suo solito ritmo è segno che il colloquio è finito, ora è il tempo della festa, i morti hanno bisogno di divertirsi, è Samhain, il tempo della follia. 

Balliamo con gli spiriti, facciamo ridere i morti per i quali abbiamo pianto. 
Non li abbiamo mai perduti, non li abbiamo mai avuti. 

La vita e la morte sono solo i due estremi di un altalena che da oggi e fino al 2 Novembre, per tre straordinari giorni è in perfetto equilibrio.

Goloso, festoso, lunga un intera notte, irriverente, sovversivo, ecco lo spirito di un banchetto di Samhain. 

Qualsiasi altra aggiunta sarebbe superflua, buon divertimento, buona morte e buona rinascita a tutti.

 

sabato 31 ottobre 2015

Samhain

Samhain o, più precisamente Samonion, è sicuramente il sabbat più importante del Calendario celtico antico e del calendario neopagano attuale.

Samhain è passaggio, soglia, conclusione e inizio, è conclusa la stagione del verde e inizia la vita del seme, il suo tempo nella terra prima della sua futura vita di pianta.
Samhain è il tempo dell'ultimo raccolto, degli ultimi frutti, i più dolci e ricchi che ci sosterranno nel lungo inverno.
Ed è l'inizio dell'attesa, del tempo interiore della preparazione, del buio, il tempo in cui i semi dimorano nella terra quieta, è il buio da cui tutto ha inizio, il silenzio da cui sorgerà la prima vibrazione, quel vuoto iniziale che deve essere, perchè possa compiersi la nascita, il tempo prezioso e necessario, il tempo di riposo e di ascolto silenzioso. 


Esso è prima di tutto lo spartiacque tra un anno agricolo e l’altro, infatti il «ciclo della Terra» si chiude con la fine del raccolto e, contemporaneamente, ricomincia con l’aratura e la semina. 

Il «Capodanno celtico» rivestiva presso questo popolo un’importanza tale che la sua celebrazione continuò fino al Medioevo, sebbene già nel III secolo dopo Cristo, in Francia si sia cercato di «cristianizzarlo» con l’istituzione della festa di Ognissanti, il 1º Novembre.
 

Sebbene in Italia i Celti abitassero solo la parte settentrionale della penisola, i riti dedicati ai defunti erano diffusi presso tutti i popoli abitanti, lo stivale e rivestivano grandissima importanza anche quando non segnavano il Capodanno ufficiale, al punto che il culto dei morti e i riti precristiani a esso associati sono giunti quasi intatti ai giorni nostri.

A mio avviso, le celebrazioni di fine ottobre hanno attraversato quasi indenni il tempo grazie all’universalità del loro tema centrale, la Morte, dalla quale sono imprescindibili anche la rinascita e, dunque, la Vita


Poiché la morte si manifesta ovunque ci sia vita indipendentemente dalle fedi religiose e i custumi culturali le comunità umane hanno trovato, almeno fino a qualche decennio fa, risposte religiose, rituali e culturali simili sebbene appartenenti a diverse epoche e differnti luoghi.

La celebrazione si discosta da quelle più moderne attingendo, invece, alle antiche tradizioni italiane e alle diverse religioni che si sono avvicendate sulle nostre terre costituendo un patrimonio culturale e spirituale unico e ricco, al quale rivolgerci con gratitudine e fiducia nella lunga ricerca della consapevolezza interiore.


Nella danza della vita, Smahain è per noi il tempo del ritiro, dell'interiorità, l'occasione di andare nelle profondità del nostro essere. 
Per farlo, abbiamo bisogno di spogliarci di ciò che è esteriore, di lasciar andare quegli attaccamenti e aspetti di noi che non appartengono alla nostra essenza, è l'inizio del tempo in cui stiamo con noi stessi, per ritrovare il nostro nucleo prima di riaffacciarci di nuovo al mondo.

Samhain è quindi il tempo in cui il semestre scuro comincia


  • È la fine del ciclo agricolo e della raccolta finale. 
  • Qualunque cosa lasciato nei campi dopo Samhain, è proibito raccoglierlo poichè ora appartiene agli spiriti della natura. 
  • È giunto il tempo di prepararsi per l'oscurità che verrà. 
  • È tempo di concludere qualsiasi commercio non finito in estate, è tempo di saldare i debiti e i crediti ed eventualmente di riscuotere gli interessi.
    È una delle due "notti degli spiriti", l'altra è Beltaine. 
  • È quando il velo fra i mondi si assottiglia e la comunicazione fra noi e le anime erranti dei morti si fa più facile. 

I fatati e gli spiriti sono particolarmente attivi in questa notte.
Si hanno le visioni e si traggono gli auspici e si fanno le divinazioni.
È egualmente uno dei tanti momenti di onorare e ospitare gli antenati morti.
Le preghiere e gli alimenti sono lasciati sui gradini della porta ed i portelli degli altari sono lasciati aperti e le sedie supplementari sono messe fuori.


A Samhain si celebrava il Capodanno celtico, e poichè il freddo era dominio di Cailleach, i rituali riguardavano il mondo dei morti, attraverso divinazione e narrazione di storie.

A Samhain,sam + fuin =" fine dell'estate" ma usato nell'accezione di "riunione", ogni fuoco viene spento e riacceso solo il giorno successivo. 


In verità non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per poter affermare esattamente se Samhain indicasse solamente un periodo dell'anno o fosse una divinità.


Nel racconto celtico, la festa del Samhain viene celebrata per un totale di 7 giorni, di cui 3 antecedenti e 3 successivi alla notte di festa.
Una leggenda riferisce che tutte le persone morte l'anno precedente tornassero sulla terra in cerca di nuovi corpi da possedere per l'anno prossimo venturo, così nei villaggi si spegnava ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni soggiornassero nel villaggio, il rito consisteva appunto nello spegnere il Fuoco Sacro sull'altare e riaccendere il Nuovo Fuoco il mattino seguente. 

Questo simbolizzava l'arrivo del Nuovo Anno. 
Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico. 

Probabilmente la migliore spiegazione del motivo che spingeva i Celti a spegnere il fuoco non era quello di scoraggiare gli spiriti maligni, bensì questa usanza nasceva dal fatto che tutte le tribù celtiche dovevano riaccendere il fuoco da una sorgente comune, il Sacro Fuoco Druidico che era lasciato bruciare.

Le bestie venivano radunate e rinchiuse in recinti per svernare, ciascun gruppo di famiglie (clan) si recava in un villaggio più piccolo e riparato per svernare. 


Il villaggio vero e proprio si separava, e si sarebbe riunito solo a Beltain. 

Il clima era sfavorevole a qualsiasi festa pubblica, e per di più nella notte di Samhain i morti e gli spiriti tornavano sulla terra. 
Nessuno osava avventurarsi fuori dalla propria abitazione. 
Non c'erano dunque rituali comunitari o feste gaudenti pubbliche, notturne, come invece spesso si è portati a credere. 
Solo i druidi si riunivano nelle antiche radure delle Selve Sacre o fra i megaliti sparsi lungo i ley, le linee in cui scorreva l'energia della Terra, e lì celebravano solennemente l'Inizio del Nuovo Anno.   

La tradizione popolare riferisce che la notte di Samhain si praticavano dei riti divinatori che riguardavano previsione del tempo, matrimoni e la fortuna per l'anno venturo. 

Vi erano due riti, quello dell'immersione delle mele e quello dello sbucciare la mela. 


L'immersione delle mele era una divinazione per un matrimonio, la prima persona che mordeva una mela si sarebbe sposata l'anno seguente. 


Sbucciare la mela era una divinazione sulla durata della vita. 

Più lungo era il pezzo di mela sbucciato senza romperlo, più lunga sarebbe stata la vita di chi la sbucciava.  

Come accadde con gli elementi "pagani" del cristianesimo, anche alcune feste celtiche passarono nella cultura cristiana, dopo che i romani sottomisero i Celti, e quando, più tardi, la Roma cattolica cercò di convertire i celti pagani. 

Divenne però chiaro alla Chiesa che i Celti, nonostante la loro apparente sottomissione alla cultura cristiana, continuavano ad aderire testardamente ad alcuni elementi del loro vecchio credo.
Così, all'incirca nel settimo secolo D.C., la Chiesa spostò il giorno di Ognissanti, una festa che onorava il martirio dei primi cristiani, da maggio al primo novembre, in modo da unirla agli antichi rituali druidici del 31 ottobre. 

Non solo, la Chiesa assegnò anche dei nuovi significati cristiani a molti dei simboli residui associati al Samhain. 
Nel decimo secolo D.C., si consolidò così la tradizione di celebrare il giorno di Ognissanti durante i riti di inizio dell'autunno. 
In questa giornata si onoravano tutti i morti, non solo i primi santi cristiani, rinforzando così l'associazione con le celebrazioni celtiche di una stagione dell'anno infestata dagli spiriti. 

Con il passare del tempo questi spiriti, che una volta venivano ritenuti selvaggi e potenti, assunsero un connotato nettamente diabolico e malvagio. 
La chiesa affermava infatti che gli dei e le dee e tutti gli altri esseri soprannaturali delle religioni antiche fossero di impronta diabolica, che le forze spirituali con cui le persone venivano in contatto erano vere, ma che costituivano delle manifestazioni del diavolo, principe della beffa, che conduceva l'uomo verso l'adorazione di falsi idoli. 

Così, durante le celebrazioni per Halloween, apparvero rappresentazioni di fantasmi, scheletri, simboli della morte, del diavolo e di altre creature maligne, come le streghe.