giovedì 1 giugno 2017

Olioliti

Gli oleoliti sono delle soluzioni oleose o per meglio dire sono macerati oleosi ottenuti principalmente da fiori e piante officinali, ma anche da spezie e ortaggi. 

Gli oleoliti si conservano al buio in contenitori di vetro scuro per circa un anno

Gli olii più comunemente usati per l'estrazione dei principi attivi delle piante sono oli vegetali, composti prevalentemente da trigliceridi.



Per la preparazione degli oleoliti si possono utilizzare degli olii composti prevalentemente da trigliceridi, che vengono utilizzati per l'estrazione dei principi attivi delle piante, più comunemente si utilizzano lii vegetali il più comune è l'olio extravergine oppure l'olio di riso o di jojoba, ma può essere utilizzato qualunque altro olio con funzione solvente

Gli oleoliti sono adatti per massaggiare la pelle, possono semplicemente profumarla, ma anche svolgere un effetto nutriente, rilassante o tonificante, a seconda degli ingredienti prescelti. 

Sono utilizzati sia nella medicina tradizionale, sia nella cosmesi, sia in cucina e nelle preparazioni alimentari.

Gli oleoliti sono dei macerati oleosi, generalmente a freddo, di piante fresche o essiccate poste in un contenitore di vetro scuro, ricoperte d'olio e lasciate a macerare per un certo periodo di tempo.

Nella tradizione galenica la pianta, sia che si tratti di foglie, fiori, radici, resine, va colta fresca nel suo massimo periodo balsamico, cioè quando questa è nella fase del suo massimo sviluppo.


Poi va posta in un contenitore di vetro scuro e ricoperta categoricamente con olio extravergine d'oliva, si chiude il barattolo ermeticamente e si pone al sole per un intero mese o meglio, secondo Galeno, per l'intero arco delle fasi lunari quindi 28 giorni.

In questo periodo l'olio è il solvente necessario affinchè la pianta rilasci i suoi principi attivi e perchè accada ciò, l'erba necessita degli elementi naturali
  • acqua
  • terra
  • fuoco
  • aria
Nel nostro tempo moderno e frenetico si sostituisce l'olio d'oliva con altri oli vegetali, quali olio di mandorle dolci, olio di riso, olio di sesamo, olio di jojoba o l'olio di palma, e molto spesso si fa uso di piante essiccate vendute nelle comuni erboristerie.

Personalmente ho la fortuna di vivere in un luogo un pò magico ed incontaminato dove vi è una moltitudine di erbe che crescono spontaneamente, per cui mi diletto nella raccolta manuale di queste per creare i miei oleoliti o macerati oleosi che dir si voglia.

Iperico, Alchillea, Alchemilla, Artemisia, Anice, Elicriso, Angelica, Malva, Rosmarino, Timo, Salvia, Lavanda, Calendula, Gelsomino, Pino, Abete, Ginepro, Cipresso, Camomilla, Rosolaccio, Avena, Peperoncino, Caffè, Equiseto, Carote, Mandarino, Lillà, Datteri, Cocco, Gingseng, Alloro e tante altre che ho. 


Le pongo nei miei barattoli di vetro, le ricopro con l'olio vegetale che ritengo opportuno e dopo aver chiuso ermeticamente le espongo ai raggi diretti del sole.

Trascorso il periodo di Lunazione, avendo l'accortezza di scuotere il vaso di vetro almeno per una volta al giorno, le riverso in un altro barattolo filtrando con un canovaccio di cotone e strizzando il restante solido per raccogliere il maggior olio possibile.
Poi lo ri-filtro un altra volta con della garza per eliminare tutte le impurità solide.

Utilizzando le parti vegetali verdi si ottiene un oliolito con del residuo di acqua presente nella parte viva della pianta officinale.
Bisogna pertanto eliminare tutto il liquido acquoso per decantazione.
Pertanto pongo una garza sopra al barattolo di vetro contenente l'oliolito e lascio decantare il tutto almeno per un paio di giorni in un luogo fresco e buio.

Fatto ciò controllo che sul fondo del contenitore non vi sia dell'acqua, che altrimenti tolgo con l'aiuto di una siringa, e travaso così l'olio ottenuto in una bottiglia di vetro scuro, per migliorare la conservazione si può aggiungere qualche goccia di vitamina E oppure qualche goccia di olio di Benzoino, etichetto e conservo in un luogo fresco, buio ed asciutto.

L'oleolito è pronto per essere utilizzato all'occorrenza per uso curativo oppure per condire a crudo alcuni alimenti.

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