venerdì 18 marzo 2016

Astronomia della Luna

L'orbita della luna

La luna ruota intorno alla terra ad una distanza media di 384.000 Km percorrendo un'orbita elittica. 
Il punto di maggior vicinanza dei due astri è detto “perigeo” e il suo valore è di poco superiore ai 356.000 Km, mentre la loro lontananza massima si dice “apogeo” e risponde ad una distanza di poco inferiore ai 407.000 Km. 
Nel compiere il giro intorno alla terra, la luna interseca l'orbita del nostro pianeta. 
Queste intersezioni si dicono “nodi” e possono verificarsi sia in fase ascendente che discendente, a seconda che la luna attraversi l'eclittica nella direzione sud-nord oppure nord-sud.
La linea che unisce i nodi è detta appunto “linea dei nodi”.

Misurazione del mese lunare

L'intervallo di tempo impiegato dalla luna per percorrere la sua orbita può venire calcolato in diversi modi originando più definizioni:
  • “mese sinodico” è la misurazione di più immediata comprensione visiva in quanto rappresenta l'intervallo di tempo intercorso tra una luna nuova e la successiva, 29 giorni, 12 ore, 44 minuti primi.
    Più comunemente il mese sinodico è detto lunazione e lo spazio di tempo trascorso dall'ultima luna nuova rappresenta "l’età della luna"
  • “mese siderale” esprimere l'intervallo di tempo compreso tra due successive congiunzioni con la stessa stella
  • “mese tropico” rappresenta l'intervallo di tempo compreso tra due successivi passaggi della luna attraverso il cerchio orario dell'equinozio di primavera
  • “mese anomalistico” misura l'intervallo di tempo trascorso tra due passaggi consecutivi della luna al perigeo
  • “mese draconitico” registra l'intervallo di tempo compreso tra due passaggi successivi della luna per il nodo ascendente della sua orbita
Per quanto possa apparire complesso è importante per la stesura dei calendari lunari conoscere perfettamente le posizioni del nostro satellite nel cielo. 
Infatti più la luna si trova in prossimità della terra, maggiore sarà la sua forza d’attrazione, più sarà la sua forza d'attrazione, più ne è lontana, minori risulteranno i suoi influssi su piante e persone.

Le fasi lunari

Abbiamo già avuto modo di sottolineare che il mese sinodico è quello più facilmente apprezzabile dall’occhio umano. 
La luna mostra alla terra sempre la medesima faccia con la quale ci indica la sua posizione ed il susseguirsi delle fasi in rapporto al sole. 

Per comodità distinguiamo quattro fasi lunari fondamentali:
  • Fase di Luna Nuova, in questa fase la luna è invisibile perché volge alla terra la faccia non illuminata dal sole
  • Fase di Primo Quarto, dopo qualche giorno dalla fase di Luna Nuova, alla sera comincia apparire verso ovest uno spicchio di luna sempre più grosso, Falce Crescente, dopo circa dopo 7 giorni la luna mostra mezza faccia illuminata dal sole
  • Fase di Luna Piena, trascorsi 14-15 giorni dalla fase di Luna Nuova si ha la fase di Luna Piena. Il Chiaro di Luna raggiunge la massima intensità e tutta la faccia visibile del satellite appare illuminata
  • Fase di Ultimo Quarto, circa dopo 22 giorni dalla fase di Luna Nuova, a questa fase segue la falce calante visibile verso est nel crepuscolo mattutino.

Il linguaggio della luna

La vita di città fa scordare la natura che ci circonda, e mentre un contadino riconosce con precisione il succedersi delle fasi lunari, i cittadini annaspano nella confusione. 
Quindi per interpretare correttamente il percorso della luna ricordiare
  1. Nei calendari 
    1. La mezzaluna con la prominenza a destra di chi legge indica il Primo Quarto.
    2. La Luna Piena è rappresentata da un cerchio chiaro
    3. Il Secondo Quarto è segnalato da una mezzaluna con la prominenza a sinistra
    4. La Luna Nuova viene raffigurata con un cerchio dall'interno scuro 
  2. Nel ciclo
    1. ogni giorno il sorgere ed il tramontare della luna ritardano di circa 50 minuti
    2. La Luna Crescente è visibile a sud quando il sole tramonta 
    3. nella Fase di Primo Quarto Crescente la luna tramonta intorno alla mezzanotte 
    4. La Luna Calante sorge intorno alla mezzanotte e si trova a sud quando sorge il sole 
  3. Nei detti 
    1. un sistema di facile applicazione notturna che serve per decifrare se uno spicchio di luna rappresenta un momento di crescita o di calo, ovvero se ad esso seguirà una luna piena oppure una luna nuova
"Gobba a ponente (ovest), luna crescente, gobba a levante (est), luna calante".

Proprietà della luce lunare

La luna non brilla di luce propria, ma riflette la luce del sole che la investe con i suoi raggi più o meno obliquamente a seconda della posizione degli astri nel cielo. 

Più questi raggi sono obliqui, più risultano deboli, più sono perpendicolari, più sono forti. 

Per tale motivo un quarto di luna rischiara dodici volte meno di una luna piena e l'ultimo quarto produce un'intensità luminosa inferiore al primo quarto. 

Il suolo lunare trattiene oltre il 90% della luce solare e rimanda il restante, filtrato, nello spazio e quindi anche sulla terra. 

Per quantificare l'intensità della luce lunare diremo che durante la fase di luna piena il raggio luminoso produce un'intensità dì 0,25 lux, pari alla luce di una lampadina di 40 watt posta ad una decina di metri di distanza.

La gravitazione universale

La gravitazione universale è la forza celeste che unisce tra loro gli astri. 

Più un astro è dotato di massa, tanto maggiore risulterà la sua forza di gravitazione e viceversa. 

Di conseguenza l'imponente massa solare mantiene in posizione orbitale i pianeti del sistema, parallelamente la terra lega a sé la piccola luna. 

Se la forza gravitazionale segue una scala di grandezze, non si deve scordare la reversibilità del fenomeno, per cui anche la piccola luna esercita una sua attrazione nei confronti della terra, originando fenomeni ed influssi diversi tra i quali i più appariscenti sono indubbiamente le maree.

L’influsso della luna sui vegetali

Come si è detto la Luce Lunare non è altro che luce solare assorbita e riflessa sulla terra. 

Quindi verrebbe logico immaginare una luce molto debole, di nessuna importanza agli effetti dell'agricoltura. 

In realtà le cose stanno diversamente. 

Ricerche di laboratorio hanno dimostrato che la luce lunare svolge una sua precisa funzione sulla vita dei vegetali, funzione che è diversa da quella svolta dal sole. 

La luce lunare, infatti, penetra nel terreno a parecchi centimetri di profondità favorendo la germinazione dei semi. 
La luce notturna, ancora, è facilmente assimilata dai vegetali che la utilizzano come catalizzatore notturno sollecitando i ricambi nutritivi che presiedono la crescita allorché essi vengono inibiti per l'eccessiva intensità della luce solare. 

I raggi lunari spaziano una vasta gamma dello spettro luminoso e molti di essi non sono ostacolati dai fenomeni di nuvolosità, quindi svolgono regolarmente le loro funzioni anche col cielo coperto. 

In assenza di luce lunare i vegetali non riuscirebbero a metabolizzare perfettamente e andrebbero incontro a sindromi denutrizionali che si manifestano con un accrescimento stentato e ritardi di maturazione. 

Esperienze in tal senso condotte su piante sottratte alla luce lunare, hanno rivelato cerchi legnosi più spessi, fusti più fragili, vegetazione parzialmente rinsecchita, minore resistenza agli attacchi parassitari.

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