Non vi è nulla che sia vivo e non obbedisca alla legge del ciclo.
Se facciamo attenzione, possiamo sentire nel nostro respiro lo stesso ritmo, lo stesso ciclo, l’aria entra e i polmoni si riempiono, si espandono, finchè si raggiunge l’apice, il pieno, e poi l’aria ne esce, il petto si sgonfia, fino a quando i polmoni sono vuoti, per poi ricominciare.
La luna governa molti aspetti del mondo naturale, di cui le maree sono il fenomeno più noto e visibile.
La luna influenza tutte le acque, ma non solo.
Fa germogliare i semi, i raggi della luna, a differenza di quelli del sole, penetrano diversi centimetri nel terreno stimolando la germinazione, ululare I lupi...
E il ciclo lunare muove tutto ciò che vive secondo un ritmo preciso, un respiro della madre terra, come l’antica saggezza contadina sa da sempre.
Nel mondo vegetale, con la Luna Crescente tutte le energie delle piante vanno verso l'alto, verso steli, rami, foglie e fiori, che si allungano, si espandono, si aprono.
Con la Luna Piena si raggiunge l’apice, i fiori sono più profumati, le erbe medicinali contengono nelle foglie il massimo dei loro principi attivi, gli steli svettano verso l'alto.
Poi, dolcemente, il cambio di direzione.
Con la fase Calante le energie delle piante scendono verso il basso, verso le radici, che si allungano nella terra, ramificano e si espandono.
I contadini sanno bene che in quel periodo le radici sono più sensibili, è più facile ferirle.
Infine si arriva alla Luna Nera, e le energie cambiano nuovamente direzione, questa volta più rapidamente, improvvisamente.
La pulsazione è fra alto e basso, fra cielo e terra.
Crescita e Decrescita della luna sono nel mondo vegetale direzioni, non corrispondono ad aumento e diminuzione.
O perlomeno, si riferiscono ad aumento e diminuzione solo di ciò che è visibile, mentre resta celato il moto di crescita che avviene sottoterra, il moto invisibile.
Anche noi, come ogni vivente, entriamo nel ritmo ciclico della luna, partecipiamo al respiro della terra.
Nella fase della Luna Crescente, le energie umane hanno un movimento centripeto, vanno verso l'interno, è una fase di assorbimento, di assimilazione.
Chi lavora con i rimedi naturali sa che in questa fase c’è un migliore ricettività verso tutto ciò che è nutriente.
Poi questa sensibilità giunge al suo apice, con la Luna Piena, e anche le energie più sottili diventano percepibili.
Lì c’è un momento di sosta, c’è lo spazio del sostenere.
Poi le energie, dolcemente, invertono il loro corso.
Nella fase della Luna Calante, le energie vanno verso l'esterno, in moto centrifugo, è il periodo dell’azione e della depurazione.
Il momento adatto per i trattamenti purificatori, per le diete dimagranti.
E infine, con la Luna Nera, il cambio di direzione, ancora una volta più deciso, improvviso.
Come lungo il ritmo del respiro, la fase crescente è un momento in cui la direzione è quella dell’apertura e della ricezione, mentre quella calante è il momento dell’andare verso l’esterno, dell’azione e dello sforzo.
Se consideriamo il respiro della terra, ci rendiamo conto come l’alternanza di energie centripete - centrifughe si integri con il moto verso l’alto - verso il basso, in questo modo nella fase di assorbimento si aprono le connessioni con il mondo del cielo, mentre nella fase di azione sono più forti quelle con il mondo della terra.
Nella fase di accrescimento possiamo sentire più facilmente le "voci degli angeli" e portarle dentro di noi, c'è apertura, assimilazione e poco discriminare, discernere.
Nella fase centrifuga le energie che vanno verso l’esterno hanno origine dal profondo di noi stesse, dai luoghi meno visibili.
C'è poca apertura, più discriminazione, discernimento e il dare forma per esprimere.
Mi spiego: l'energia, si sa, si conserva.
L'assenza, la Luna Nera, è un passaggio, un punto in cui l'energia inverte la sua direzione.
Dal punto di vista del movimento, sia la pienezza che il vuoto sono punti "morti".
Anche il pieno è un passaggio in cui la direzione, prima di invertirsi, è nulla.
Il modo forse più semplice di "sentire" ciò, è sperimentarlo nel ciclo del respiro, dove sia a polmoni pieni che vuoti può essere naturale avere un momento di "sospensione", di apnea.
In una cultura come la nostra, in cui la morte è temuta, negata, nascosta, perché ci parla della dinamica della paura, la paura di morire che per ognuno di noi si accompagna al momento del vuoto assai più che a quello del pieno.
La Luna, si sa, è sempre nel cielo.
Nelle notti di cielo sgombro e di luna "nera" ciò che scompare è la sua luce, mentre il suo disco nero è chiaramente stagliato nel cielo.
Visibile a noi come agli antichi, è davvero raro trovare nelle antiche cosmogonie la luna nera associata ad una dea o dio che in quella fase muore.
La morte coglie ciò che la circonda, che viene privato della sua luce.
L’occultamento, semmai, è il matrimonio, fra la luna e il sole.
La luna, come il sole, appare e scompare nella maggior parte dei miti solo in riferimento al suo moto giornaliero, al suo sorgere e tramontare, e non in riferimento al suo moto mensile, alle sue fasi.
Il colore nero, nel paleolitico e nel neolitico, è il colore della fertilità, positivo.
Il colore della morte è il bianco, è il ciclo del Sole a determinare il ciclo vita/morte, è il principio maschile che nasce, cresce, invecchia e poi muore, come il re dell'anno e gli antichi dei della vegetazione.
La Dea, la Luna, principio femminile, sembra legata ad un altro tipo di moto, la pulsazione verso l'alto - verso il basso.
La Dea è sempre giovane.
La Dea non muore mai e instancabilmente dà origine alla nuova vita dopo aver riaccolto in sè la vecchia.
Conosce il mondo come quello celeste, le energie del profondo e quelle invisibili, è fonte di vita in tutto ciò che è vivo.
Di ogni cosa è principio e fine.
Anche sulle energie del ciclo femminile in un certo senso, si muove "il mondo" per il femminile, le rende così chiaramente "figlie della luna".
Una delle funzioni dell'estrogeno, che corrisponde alla fase dell'estro negli animali, è suscitare attrazione nell’uomo, segnalare nella relazione il momento fertile.
Il progesterone, d’altro canto, governa la seconda fase del ciclo mestruale, è l’ormone che si occupa della "preparazione del nido", che determina, fra le altre cose, l’ispessimento delle mucose e il loro predisporsi all’eventuale impianto dell’ovulo fecondato.
Come ogni madre sa, la "preparazione del nido" è una fase che implica parecchia azione, è un "fare".
I due ormoni rappresentano così le due facce dell'archetipo della accoglienza, così centrale nel femminile.
C’è un’accoglienza che è apertura, essere pronte, aperte a, come nell’ovulazione, e un’accoglienza che è un fare, il "fare nido", appunto, come in quelle donne che ti accolgono nella loro casa, ti avvolgono e si prendono cura.
Un’accoglienza che è possibilità e una che è avere cura.
Come possiamo accogliere l’altro nel nostro cuore facendo spazio per lui e avvolgendovelo, tenendolo.
L'inversione operata dalle culture patriarcali rispetto al valore del ciclo femminile, associando il momento dell'ovulazione a quello della maternità.
Dopotutto è evidente che in natura l'ovulazione è il momento del fiore...
E se la smettessimo di considerare il momento dell'ovulazione come quello dei frutti?
Il momento dei frutti, quello in cui ciò che era da dare viene dato è il momento del sangue, non a caso il frutto, come archetipo, è rosso...
Ed è nel momento del frutto che appare il flusso rosso o, più avanti nel tempo, un bambino, rosso di sangue come tutti i neonati...
Così è di vitale importanza per le donne ricordare com’era prima dell’era patriarcale, prima dell’idea che la donna sia l’incarnazione degli istinti più bassi, prima che il sangue mestruale fosse visto come portatore di morte, come ciò che dissecca le piante, come sterilità, era evidente a tutti che il sangue mestruale è sangue di vita, non di morte.
E le antiche tradizioni ci insegnano che è un ottimo fertilizzante per le piante.
La fertilità della terra era assicurata, nei riti primaverili, dal passaggio delle donne col ciclo che ne risvegliavano il potere generativo attraverso le gocce di sangue che rendevano la terra feconda.
La Dea nel suo volto di generatrice e madre era rossa, come rossa era l’ocra che tingeva gli spazi e le figure sacre.
La donna è fertile finché c’è sangue ed era evidente per gli antichi che era il sangue l’essenza della vita, tanto è vero che, scomparso il sangue, dopo 10 lune appariva un bambino.
I bambini dunque erano fatti di sangue e il mistero sacro - origine di ogni religione - era la trasformazione del sangue in vita che si opera nel corpo femminile.
In molte antiche cosmologie la razza umana viene creata non dallo sputo e l’argilla cui il cristianesimo ci ha abituati, bensì dall’argilla e dal sangue, ad opera della Dea.
E prima che vi sia sangue, nel tempo dell’infanzia, non vi è fertilità e quando non c’è più sangue, con la menopausa, cessa anche la fertilità.
Quanto abbiamo dimenticato è dunque che il sangue mestruale, in quanto essenzialmente un sangue di vita, non ha nulla, davvero nulla a che vedere con il sangue di morte delle guerre dei popoli guidati da uomini.
Noi viviamo in una cultura e una società ove non c’è alcuna educazione, per le donne, su come funziona il ciclo.
Nessuno ci ha insegnato come si muovono le energie lungo il ciclo, e cosa farne.
La cosiddetta "sindrome premestruale", nei suoi aspetti fisici, di dolore, ed emotivi, di nervosismo e rabbia, ben pochi si interrogano sul perché molte donne ne soffrano.
Ora, la fase premestruale, da quanto abbiamo visto finora, è una fase caratterizzata da:
- Energia Centripeta, quindi "molta" energia, disponibile per fare, per esprimere, per espellere.
- Energia che sgorga dal profondo, che fa emergere quanto è normalmente nascosto. Un’energia molto, molto creativa.
-
Collegamento con la Terra, con la concretezza
Portata ad un creare e un fare nel concreto. -
Chiusura nei confronti del mondo e dell’altro da noi
Un momento in cui si è assai poco disponibili all’accoglienza del tipo apertura.
Molte donne conoscono un piccolo trucco
in fase premestruale un’attività che ben si "concilia" sono
- le grandi pulizie
- attività fisica
- uso dell’acqua (la luna…)
- espellere, pulire, purificare
In questo modo il picco di energie viene incanalato, e magari ci evitiamo di litigare col marito, col compagno, con i colleghi…
C’è ben altro uso che possiamo fare delle nostre energie creative in quel momento!
Solo che nessuno ve lo ha insegnato.
Ci hanno al contario insegnato che sta per arrivare un momento difficile, doloroso magari, ingombrante…
In tutte le Tradizioni Magiche si sa che il momento del massimo potere è quello della Luna Nera, il giorno prima della luna nuova, il momento in cui ogni magia può sortire il suo massimo effetto, come pure prendere una direzione opposta al nostro volere.
A completare il quadro dei "ritmi della luna" interviene infine la nostra Luna Natale, con i suoi colori, la fase in cui era al momento della nascita, che solitamente ci rende "amici" dell'energia ad essa associata.
Dall’incrocio e dalla danza di questi aspetti sorge, in ognuna di noi, il nostro essere unici e irripetibili.
Se vogliamo davvero tornare ad un modo più naturale di vivere, in cui noi possiamo riacquistare anche il nostro, "respiro", è importante ritornare ad essere consapevoli di tutto ciò, per poterlo trasmettere a chi verrà dopo di noi.
Per noi, oggi, sarà un viaggio magari lungo, perché cerchiamo di riaprire una pista in parte cancellata dal tempo.
Ma essa è inscritta dentro di noi e ripercorrendola abbiamo anche la possibilità di ritrovare noi stessi più nel profondo, in quel saper che da sempre diciamo che è custodito dentro, nel corpo, nelle cellule, nel sentire istintivo, e che va solo risvegliato, riscoperto.
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