solo il presente esiste, il passato non è più, il futuro non ancora, il presente è.
Dove abitano dunque passato e futuro?
Essi abitano in noi, nel ricordo e nell’anticipazione.
Passato e futuro esistono solo nella mente, per cui il tempo è della stessa natura della mente.
Il paradosso della concezione del tempo è che il passato esiste in quanto è presente, cioè la realtà del passato è nella forma del ricordo, sia esso consapevole o inconscio, mentre la realtà del futuro è quella dell’anticipazione e del progetto che hanno luogo nel presente.
Tutti noi conosciamo bene la forza che passato e futuro esercitano sul nostro presente e quanto spesso non riusciamo a vivere pienamente nel qui e ora, dal quale siamo distolti dalle ferite che situazioni passate hanno lasciato in noi e dall’ansia e dalla paura nei confronti di possibili situazioni future.
Tempo, passato e futuro abitano dunque in noi, nell’ora, il passato come ricordo e il futuro come anticipazione, ma abitano in tutte le nostre dimensioni e aspetti e non solo in quella mentale.
Abitano nel nostro corpo, sotto forma di tracce di storie ora dimenticate, come la forma di un albero ci racconta le vicende della sua crescita.
Abitano nelle nostre emozioni, che ripercorrono spesso inconsapevolmente le strade delle nostre esperienze più dolorose o che precorrono con il batticuore ciò che potrebbe un giorno accadere.
Abitano nella nostra testa, nelle immagini, nei pensieri, nei suoni che in essa si formano e incessantemente disegnano e ridisegnano il nostro mondo.
Abitano nell’anima e nello spirito, dove eterno assoluto e tempo scorrevole coabitano senza contraddizioni, e dove le nostre vite abitano l’una accanto all’altra come foglie di uno stesso albero, a formare la grande chioma che, nella sua forma unica, si espande.
E dalla dimensione e dalle esperienze dello spirito proviene appunto l'idea dell'eterno, del tempo che è sempre simultaneamente presente e che si contrappone all'illusione del tempo che scorre, la natura del tempo come può apparire in meditazione.
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