mercoledì 6 aprile 2016

La Teoria del Bioritmo

Nel XIX secolo sono stati eseguiti degli studi sui «ritmi vitali» o «cicli» che più tardi furono denominati «bioritmi».

Il termine bioritmo è composto da due vocaboli dell’antica Grecia, «bios» e «rhythmos», che significano rispettivamente «vita» e «cadenza», «movimento costante», «periodo».

La teoria dei bioritmi definisce e misura tre cicli di vita fondamentali per l’essere umano
un ciclo fisico
uno emozionale
uno intellettuale.
La scoperta di questi cicli si deve, nel 1890, al lavoro pionieristico di Wilhelm Fliess, un medico molto stimato di Berlino, aveva osservato, in molti dei suoi pazienti, determinati cicli costituiti di 23 e di 28 giorni e raccolse i dati statistici sulla presenza periodica di febbri, malattie infantili, e sulla predisposizione a varie affezioni e alla morte, con queste statistiche, ritenne di aver individuato dei ritmi che sarebbero basilari per la vita dell’uomo.

In seguito osservò due bioritmi principali che fornirebbero delle preziose indicazioni sull’intima natura dell’individuo rappresentando i due «orologi interni più importanti» i quali cominciano il loro conteggio nell’istante stesso della nascita per continuare, successivamente, per tutta la vita.

Il primo di questi orologi, costituito da un ciclo di 23 giorni, influenza la condizione fisica dell’uomo, l’altro invece regola un ciclo di 28 giorni che influenza le emozioni o il grado di sensibilità.

Fliess riteneva che l’essere umano è essenzialmente di natura «bisessuale» ossia costituito sia da elementi che possiamo definire «maschili» sia da elementi «femminili».
Chiamò il ciclo di 23 giorni «ciclo fisico» o «maschile», in quanto influenzerebbe la forza, la resistenza e la vitalità dell’individuo.

Inoltre considerò il ciclo di 28 giorni come rappresentante della porzione «femminile» in tutti gli esseri umani, in quanto governante la sensibilità, l’intuizione, i sentimenti, la creatività e le emozioni.

Comunque sia l’idea del bioritmo si diffuse rapidamente nell’ambito della comunità scientifica.
In particolare il dottor Hermann Swoboda, professore di psicologia all’Università di Vienna, ebbe modo di studiare e interessarsi, in gioventù, al lavoro di Fliess.


Swoboda rilevò una certa periodicità nel verificarsi di sogni e di determinati processi di pensiero. Inoltre verificò l’esistenza di cicli relativi alla comparsa di febbri, asma, attacchi di cuore, ecc., in perfetto accordo con le osservazioni fatte in precedenza da Fliess.
Aggiunse alla teoria di base sui bioritmi il concetto di «giorno critico». In pratica nel momento in cui il tracciato del ciclo nel diagramma sinusoidale si sposta dalla porzione più in alto verso la parte più in basso, o viceversa, dalla porzione inferiore verso la parte più alta, vi è un giorno d’instabilità che usualmente si manifesta con un forte stress per la maggior parte delle persone.

Per contro può capitare che il giorno critico si manifesti in un momento in cui ci sembra di avere più energia, vitalità e controllo emotivo rispetto al solito. Più avanti avremo modo di tornare sulla questione

Questi sono i tre cicli di fondamentali del bioritmo.
Bisogna tenere ben presente che detti cicli sono assolutamente individuali.
Inoltre se tutti quelli che sono nati lo stesso giorno e nello stesso anno presentano un bioritmo identico, ciò non vuol dire che essi abbiano vite altrettanto identiche.
Probabilmente avranno anche una diversa reazione agli eventi che l’umano vivere ci riserva.
Da notare che i tre cicli subiscono cambiamenti con l’età: in genere un individuo giovane presenta un’influenza più forte rispetto a una persona anziana.
Lo stato di salute, il temperamento, le caratteristiche genetiche ereditate, ecc. sono tutti fattori che possono influenzare la reazione alle fluttuazioni bioritmiche. 


I cicli bioritmici presentano una stretta connessione con i ritmi astrologici. Ciò è particolarmente palese nel ciclo emozionale che si manifesta in un periodo di 28 giorni lo stesso intervallo che impiega la Luna nel compiere una rivoluzione attorno al nostro pianeta.
Anche il giorno che segna l’inizio dei cicli bioritmici è quello di nascita di un particolare individuo... tutto questo rimanda in modo evidente al concetto di «tema natale» caro all’astrologia in base al quale la posizione degli astri nel momento in cui il soggetto nasce ne segnano l’esistenza. 

Nel caso del bioritmo il giorno natale segna l’inizio dei ritmi stessi con tutti gli annessi e connessi.
In conclusione ci troviamo nell’affascinante e arcano territorio delle «scienze esoteriche».


Dopotutto il grande mistero dell’esistenza serpeggia in ogni dove. 

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